Gogna mediatica invece del riconoscimento del merito

di Franco Del Vecchio

Per i giornalisti che in questi giorni hanno deciso di indossare le vesti dei presunti inquisitori la meritocrazia è un’eresia.

Non si rendono conto che in tutto il mondo, compresa la Cina la meritocrazia è il modello di riferimento per lo sviluppo economico e sociale. Solo in Italia il riconoscimento del merito da parte delle aziende diventa gogna mediatica per i giornalisti faziosi.

Domenica 30 luglio La Repubblica ha pubblicato un articolo degno dell’inquisizione “Prefetti, piloti e manager: i pensionati che resistono ai tagli previdenziali“ e ho aggiunto all’indignazione la necessità di manifestare il dissenso per chi alimenta l’invidia sociale e calpesta la certezza del diritto, alla base di ogni ordinamento democratico.

L’articolo mette sullo stesso piano i vitalizi dei politici e le pensioni conseguite con il merito e i contributi versati da alcune categorie, dimenticando le ingiustizie più eclatanti. Se si dovesse applicare la presunta equità sbandierata dai recenti articoli, in modo oggettivo e non di parte, bisognerebbe iniziare dalle baby pensioni, non si finirebbe più con i tagli alle generose pensioni concesse agli agricoltori, etc. Si aprirebbe un conflitto sociale “GrecoVenezuelano” disastroso per tutti.

Se potessi rinascere non passerei gli anni migliori sui libri, impegnando poi tutte le mie risorse per le aziende; col senno di poi farei il verduriere o il proprietario di un bar per comprarmi la “Porsche” senza essere perseguitato dalle campagne di delegittimazione dei giornalisti in cerca di tiratura e vanagloria.

La libertà di stampa non deve far dimenticare la correttezza e onestà intellettuale delle informazioni. Le gogne mediatiche appartengono ad altri tempi e le persecuzioni delle persone oneste, che pagano 50 miliardi di tasse IRPEF, anche per chi le evade, è disinformazione e non produrrà risultati per il paese, al contrario favorisce solo la mediocrità e il dissesto delle finanze pubbliche, come esposto nell’articolo “L’IRPEF penalizza i manager e il sommerso mette a rischio il welfare di tutti

La stampa faziosa preferisce mettere alla berlina i manager, al posto degli evasori, delinquenti e parassiti, contribuendo a spingere l’Italia nella direzione opposta agli altri Paesi virtuosi che considerano la meritocrazia il modello di riferimento per lo sviluppo e un inderogabile diritto delle persone: più risultati consegui e più sarai premiato e non punito con la gogna mediatica.

La stampa faziosa alimenta un conflitto sociale che riduce, giorno per giorno, la fiducia nell’Italia e innesca il desiderio di trasferirsi in un Paese nel quale esista certezza del diritto, efficienza e semplicità dell’apparato pubblico e riconoscimento del merito.

Apprezzo l’articolo “Menzogne ideologiche” di Danilo De Stefani che respingendo con dati di fatto la gogna mediatica al mittente, ha interpretato il sentimento dei colleghi pensionati che hanno dedicato una vita di lavoro per l’azienda, i dipendenti e la famiglia.

Smettiamo di raccontare frottole la pensione è frutto del risparmio e dobbiamo creare le condizioni per un futuro nel quale ci sia certezza dei propri risparmi e contributi previdenziali.

Opponiamoci insieme alle nostre famiglie alle persecuzioni mediatiche, perché dieci milioni di persone oneste hanno la responsabilità di analizzare la realtà, prendendo le distanze dalle proposte ideologiche contrarie al comune senso del diritto, sostenendo invece chi si impegna per dare un futuro di sviluppo per tutti e non a scapito della solita classe media.