I pensionati non sono responsabili degli errori dell’Inps

26.09.2017 – A cura di A. Ortile

Anche l’Inps può sbagliare. Quando si accorge di un errore (spesso dopo molti anni), l’ente previdenziale comunica al pensionato l’esistenza dell’errore e pretende la restituzione delle somme che gli sono state erroneamente elargite.

Diverso è il caso delle pensioni indirette e di reversibilità, nelle quali le somme che l’Inps elargisce variano in funzione del reddito del detentore del diritto: in questi casi, una variazione positiva del reddito induce una diminuzione dell’assegno pensionistico, che l’Inps applicherà nel momento in cui, dalla dichiarazione dei redditi del beneficiario, potrà conoscere la mutata situazione.

Si tratta, in questo secondo caso, non di un errore dell’Inps ma di un ricalcolo dell’assegno a causa di mutati diritti. In questa situazione, l’Inps è legittimata a trattenere ratealmente le somme elargite in eccesso.

Nel primo caso, invece, cioè quando la maggiorazione dell’assegno è il risultato di un errore di conteggio dell’Inps, l’Inps non ha titolo per pretendere la restituzione delle somme.

Ci risulta che non sono pochi i pensionati che hanno recentemente ricevuto dall’Inps una lettera di richiesta di restituzione di denaro per errore di conteggio. Suggeriamo a chi si trova in questa spiacevole condizione di rivolgersi immediatamente ad uno studio legale.

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