lettera al Corriere della Sera di Riccardo Berserini, socio UNPIT

Caro Direttore,

l’articolo pubblicato oggi sul Corriere  a firma di Milena Gabanelli e Massimo Sideri solleva di nuovo un polverone, già visto nel recente passato, sul bilancio della spesa pensionistica (meno di un anno fa si denunciava un rosso di 88 miliardi, oggi di 38). I dati citati possono essere esatti, ma l’interpretazione è fuorviante e l’analisi critica mancante.

Ci sono analisi  ( per esempio quelle di  Itinerari Previdenziali del prof. Brambilla, presentate ogni anno al Parlamento e mai smentite ) che partendo dalle stesse cifre ufficiali dimostrano che la cifra indicata per uscite pensionistiche è al lordo e include  circa 50 miliardi di imposte , importo che, essendo trattenuto dallo Stato, non deve essere contabilizzato come spesa. Dimostrano quindi che le entrate nette per contributi pareggiano o addirittura superano le uscite nette. Che l’importo  globale della spesa previdenziale, utilizzato tra l’altro per classificare la spesa previdenziale italiana  come molto al di sopra della media europea, include oltre 100 miliardi di spesa per prestazioni assistenziali, che niente hanno a che fare con le pensioni . Infine che ci sono , sì, circa 6,7 milioni di pensionati nelle fasce entro i 1003 euro mensili lordi, ma che le pensioni erogate di questo importo sono circa 15,5 milioni e quindi ne segue necessariamente che c’è chi ne percepisce più d’una…

Sulle pensioni sarebbe bene fare una operazione di verità, mentre sono troppo spesso oggetto di speculazione politica e propaganda elettorale.

Distinti saluti

Riccardo Borserini, Como