Pensioni & mancata perequazione

1.12.2017 – A cura di F. Abruzzo

Depositata la sconcertante ed iniqua sentenza 250/2017 con la quale la  Corte costituzionale spiega perché il “bonus Poletti” è bello: il legislatore ha  destinato “le limitate risorse finanziarie disponibili in via prioritaria alle categorie di pensionati con i trattamenti pensionistici più bassi”, “limitando il blocco a quelli medio-alti (che hanno margini di resistenza maggiori contro gli effetti dell’inflazione)”. Dalla Consulta  parte un messaggio devastante verso i giovani e l’intera comunità nazionale: è meglio non impegnarsi, tanto chi ha studiato,  fatto carriera e  assunto responsabilità ora e sempre da anziano viene e verrà punito. Tra i pensionati poveri, che  incassano la rivalutazione dell’assegno, ci sono anche quelli che hanno lavorato poco, magari  in nero, o che hanno evaso le tasse e i contributi all’Inps. La Consulta sorvola: i “ricchi” devono piangere in nome della “ragionevolezza” (una parola magica che giustifica tutto e il contrario di tutto). Pubblichiamo (in allegato) il testo integrale della sentenza perché i cittadini capiscano che lo Stato di diritto in Italia va verso il tracollo, cedendo il passo alla ragion di Stato (l’articolo 81 Cost., con il pareggio di bilancio imposto dalla Ue, prevale sui diritti fondamentali delle persone).
TESTO IN https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=24121