Un tumore su tre può essere prevenuto

Un recente rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, esamina le più recenti evidenze sulla prevenzione dei tumori.

Lo studio ha preso in esame trenta fattori di rischio: ci sono abitudini che le persone sono in grado di controllare (fumo e alcool) e fattori ambientali come inquinamento ed infezioni. Dall’analisi dei dati disponibili su circa 20 milioni di nuovi casi di tumore diagnosticati in tutto il mondo nel 2022, emerge che circa il 38% dei tumori era dovuto a cause prevenibili.

Ovviamente la sede geografica dei pazienti ha un ruolo importante: ma due fattori, il fumo e le infezioni, sono presenti dappertutto. Il fumo è la principale causa di tumori negli uomini in quasi tutti i Paesi, e nelle donne in Europa, Stati Uniti e Australia. Le infezioni sono la causa principale dei tumori nelle donne. La terza causa, l’alcool, è responsabile di circa il 5% dei tumori negli uomini e del 2% nelle donne.

Molti Paesi stanno adottando misure per prevenire i tumori da fumo, con campagne di informazione, ed anche offrendo TAC periodiche a fumatori ed ex-fumatori.

Per quanto riguarda le infezioni, le vaccinazioni contro il papilloma (HPV) e contro l’epatite B dovrebbero ridurre i casi di nuovi tumori: infatti in Inghilterra, uno dei Paesi a rendere obbligatoria la vaccinazione da HPV, i casi di tumore della cervice uterina sono diminuiti del 90%.

Purtroppo, ci sono alcuni tipi di tumore che sono invece dovuti a fattori biologici: il cancro al seno e quello al pancreas sono gli esempi più noti. Molti ricercatori ritengono che nel giro di pochi anni anche per questi due tipi di tumore si avrà la possibilità di una prevenzione più efficace.

Domenico Criscuolo